La regolazione emotiva indica la capacità personale di regolare, gestire le proprie emozioni, sia positive sia negative, attenuandole o intensificandole.

Cosa si intende per regolazione emotiva

La regolazione emotiva può essere definita come un costrutto multidimensionale che riguarda la consapevolezza, la comprensione e l’accettazione delle proprie emozioni, coinvolge le abilità di controllare gli agiti impulsivi, di mettere in atto comportamenti efficaci anche quando vengono esperite emozioni dolorose, l’uso flessibile di strategie appropriate per modulare l’intensità, la durata delle risposte emotive e la disponibilità a provare emozioni indesiderate e spiacevoli quando impegnati nel raggiungimento di propri obiettivi.

Una regolazione emotiva efficace permette quindi di rispondere flessibilmente alle perturbazioni ambientali e di gestire l’esperienza emozionale associata

Da quanto detto, emerge come la regolazione emotiva sia un costrutto multidimensionale che possiamo immaginare composto da:

  • Disponibilità a sperimentare emozioni negative o positive;
  • Consapevolezza, comprensione e accettazione dei diversi stati emotivi;
  • Impegno nel raggiungimento dell’obiettivo, in risposta ad emozioni sia positive che negative;
  • Uso flessibile di strategie adeguate al contesto per modulare l’intensità e/o la durata della risposta emotiva,
  • Spostamento e non soppressione l’emozione disfunzionale.

Disregolazione emotiva

La presenza di carenze in una di queste aree è considerata indice di difficoltà di regolazione emotiva. In questi casi si parlerà di disregolazione emotiva, ovvero l’incapacità, nonostante l’impegno, di cambiare o regolare le informazioni, le esperienze, le azioni, le risposte verbali e non verbali legate alle emozioni. La disregolazione emotiva è considerata un’importante costrutto transdiagnostico, presente in differenti forme di psicopatologia e alla base di diversi comportamenti disfunzionali tra cui:

  • Aggressività auto e etero diretta
  • Uso di sostanze
  • Abuso di alcol

Questi comportamenti costituiscono delle strategie di regolazione emotiva disfunzionali che hanno lo scopo di sopprimere l’emozione non gestibile per l’individuo.

Strategie di regolazione emotiva

Ciascuno può adottare diverse strategie per mantenere un buon livello di regolazione emotiva, tuttavia non esistono assunzioni a priori di come una strategia di regolazione emotiva sia funzionale o meno in quanto la sua efficacia è strettamente legata la contesto. Ad esempio, la capacità di abbassare l’intensità emozionale potrebbe essere utile ad un medico per operare in una condizione di stress, ma allo stesso tempo, potrebbe neutralizzare le emozioni negative associate all’empatia, e quindi renderlo meno accogliente e comprensivo nei confronti di un paziente. Questo significa che un sistema di regolazione emotiva, per essere efficace, deve essere flessibile e responsivo ai cambiamenti di contesto e nello stesso tempo mantenere il proprio equilibrio.

Alcuni studi hanno però dimostrato come alcune strategie possano considerarsi più adattive di altre.

Strategie di regolazione emotiva adattative

  • Ristrutturazione cognitiva: consiste nella generazione di interpretazioni o prospettive positive su una situazione stressante, in modo da ridurne gli effetti negativi;
  • Problem-Solving: è un tentativo volontario di cambiare una situazione stressante o di contenere le sue conseguenze;
  • Accettazione: con questo termine ci si riferisce all’ accettazione non giudicante dell’esperienza emozionale.

Strategie di regolazione emotiva non adattive nel lungo termine

  • Soppressione dell’esperienza emozionale
  • Evitamento.  Due sono le modalità con cui si può mettere in atto questa strategia: una si riferisce alla dimensione esperienziale dell’emozione, mentre l’altra a quella comportamentale.
  • Rimuginio e ruminazione: invece che evitare o sopprimere l’esperienza emozionale, certi soggetti regolano le proprie emozioni soffermandosi in modo ripetitivo sull’ esperienza di tali emozioni, le loro cause e le loro conseguenze.

Questa classificazione suggerisce come il malessere psicologico possa essere a volte legato all’utilizzo di strategie di regolazione emotiva non flessibili determinando l’insorgenza e il mantenimento del disturbo. In questi casi la psicoterapia ha il compito di indagare e fornire al paziente strumenti adeguati per la messa in atto di strategie più adattive e funzionali al benessere psicologico individuale.

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